| Io vivo in un convento
dal 1993. Ho scoperto la mia vocazione vivendo il mondo scout e
grazie anche al mio assistente di allora padre Felice Vinci. Quando
con lui celebravamo l’eucaristia all’aperto in un bosco,
in una radura, in un prato, insomma nella chiesa più bella
esistente che è quella creata da Dio: il mondo; io rimanevo
sempre contento e gustavo di quelle “cerimonie” (per
me erano questo, delle cerimonie). Poi crescendo e interrogandomi
su cosa avrei potuto fare (o meglio essere) nella vita scoprii san
Francesco e rimasi estremamente toccato dalla sua libertà.
Francesco dopo le incomprensioni con il padre, citato in giudizio
davanti al Vescovo, si spoglio di tutto e disse: “non ho più
un padre su questa terra Pietro di Bernardone, ma ho un Padre nostro
che sta nei cieli”. Da quel giorno vive nel mondo con semplicità
e letizia.
Nella spoliazione di Francesco ho letto la grande gioia che dà
la libertà, quella vera, che è semplicemente fiducia
in Dio. La libertà è fare ciò che vuole Dio
nella consapevolezza che Dio vuole il tuo bene. Così è
iniziato il mio cammino tra i frati. Dopo un periodo di “discernimento
vocazionale” (parolona grossa per dire incontri mensili di
chiarimento, direzione spirituale e formazione) con un frate, decisi
di provare (probandato) a vivere in convento per un anno. Poi continuai
con il noviziato, lo studio della teologia e la formazione di vita
francescana in convento e infine la professione perpetua e, a seguire,
anche l’ordinazione presbiterale. Così adesso sono
frate e sacerdote. Nella mia vita sono stato anche un anno in Bolivia
dove i frati toscani hanno da secoli le missioni e ho visto e sperimentato
la fatica della gente “laggiù” e anche la sofferenza
di tanti bambini. Ho sperimentato anche la gioia e la letizia che
hanno i poveri e che noi “ricchi” del primo mondo facciamo
fatica a vivere. Così che ho deciso di dedicare parte del
mio tempo e dei miei doni proprio per quei bambini che ho conosciuto.
Così faccio il mago per far divertire ma anche per raccogliere
fondi per i bambini che hanno bisogno in Bolivia e in altre parti
del mondo dove l’ingiustizia nostra, degli uomini, non permette
una equa distribuzione della ricchezza…
In sintesi quindi faccio il frate, il sacerdote, il mago per me
e per gli altri ma soprattutto tento di farlo per Dio. Il Signore
mi aiuti perché da solo non riesco. Pace a te.
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