La mia famiglia, tutto sommato, è una famiglia di giocherelloni. Da sempre ricordo i racconti dei miei genitori sugli scherzi ricevuti e fatti agli amici. La capacità di ridere di me stesso penso che sia proprio un dono “ereditario”. La mia mamma ha il terrore dei topi e mio padre comprava i topi di plastica da nascondere dentro le camicie. Mia mamma le metteva in lavatrice e quando uscivano belle lavate ne usciva anche un bel topino che creava terrore.
Insomma da sempre sono vissuto in un ambiente festoso e allegro. Da ragazzo poi, nella mia città c’era un giovane più o meno della mia età che stava facendo grandi progressi nel mondo della magia e c’era la leggenda (forse neanche leggenda) che “addirittura” era andato a fare una scuola a Milano. Fatto sta che lui faceva sparire un fazzoletto semplicemente infilandolo nella mano ed io come tutti gli altri amici rimanevamo allibiti e realmente stupiti.
Nella mia vita poi si è affacciato Dio con forza e così sono entrato in convento dove ancora vivo e cerco di fare il frate. A volte mi riesce e a volte un po’ meno ma io cerco di metterci un po’ di volontà. Dopo il probandato e il noviziato sono arrivato a Fiesole per studiare la teologia. Durante il primo anno di Fiesole, scesi alla fine di aprile a vedere la “fiera dell’artigianato” alla Fortezza da Basso dove tra le tante bancarelle c’era un piccolo tavolino con un ombrellone. Niente di particolarmente vistoso tranne una giovane donna che stava facendo vedere proprio dei giochi di magia (molto semplici direi ora ma per me allora erano strabilianti) tra cui il fazzolettino che sparisce nelle mani. Dovetti comprarlo. Dovetti perché ero spinto da una forza interiore che non era solo la curiosità ma era proprio il desiderio di stupirmi e stupire. Dopo aver pagato il dovuto la signore fece un “errore”: mi regalò il “catalogo dei giochi di magia”. Da allora chiunque volesse regalarmi qualche cosa (soprattutto i miei genitori per Natale o Pasqua) io dicevo o il numero dell’articolo oppure lo ordinavo direttamente io e poi mi inviavano i soldi. Fino al giorno che ho comprato invece che un gioco di prestigio, un libro di giochi di prestigio. Nelle ultime pagine di questo libro c’erano gli indirizzi delle case magiche. Fu per me una grande scoperta. Scoprii che esistevano dei luoghi dove si trovano i giochi di magia. Fu così che arrivai per la prima volta da Mauro Caiani a San Casciano in Val di Pesa. Mauro è stato un buon insegnante e soprattutto un amico che insieme a Kalò e ad altri maghi mi ha fatto entrare nel favoloso mondo della magia ed è proprio a San Casciano durante una “conferenza magica” che ho incontrato il presidente dell’associazione dei maghi toscani e che mi ha portato nel club di Firenze di cui adesso faccio parte. Il club è stata la seconda scoperta dopo le case magiche perché è un luogo in cui oltre ad apprendere sempre nuovi giochi o nuovi modi di presentare un gioco, si sviluppa e si cura molto la cultura magica in tutti i suoi campi oltre a condividere con amici la stessa passione per la magia.
La passione per la magia nasce soprattutto dal desiderio di far ridere e dal desiderio di comunicare con la gente.
Far ridere perché il mondo nella sua quotidianità ci offre già tanti spunti di tristezza e niente con riuscire a ridere aiuta ad affrontare la quotidianità con maggiore serenità (questo almeno credo).
Comunicare perché ormai i mezzi di comunicazione hanno saturato l’interesse così che è difficile riuscire a dire qualcosa in più o di differente e soprattutto che la gente abbia il desiderio di ascoltare. Credo dunque che suscitare l’interesse in qualcosa di magico e che stupisce, aiuta ad aprire una porta attraverso la quale un messaggio possa entrare. Quanto riesco abbino un messaggio di fede a qualche gioco così che tra una risata e l’altra possa entrare una buona parola, un buon messaggio.
Mi piace far divertire ma dico la verità mi diverto tantissimo anche io. Quando un bambino apre la bocca stupito o sorride divertito mi viene proprio la gioia.
La magia, come dice Juan Tamariz , è per il bambino, non solo per il bambino inteso come fascia di età, ma come quel bambino che è dentro di noi e che diventando grandi noi muriamo dentro. Dentro il nostro falso perbenismo, dentro il nostro bisogno di essere “adulti”, dentro le nostre paure di dimostrare chi siamo realmente, dentro le maschere che indossiamo. La magia crea delle piccole increspature nelle dighe da noi edificate così che la gioia del bambino nascosto incomincia a spingere finché non crolla tutto e fuoriesce con potenza la gioia e la serenità. La magia ha questa grande capacità di riuscire a distruggere le nostre maschere per far vedere che dentro di noi esiste ancora un bambino che vuole vivere con gioia.
Se hai perso il desiderio di sorridere, se non vuoi più stupirti per fazzoletto che sparisce, se vuoi solo razionalmente scoprire dei trucchi senza divertirti, se non credi che la magia esiste… non venire ai miei spettacoli…

Il Signore ti dia Pace…. fra adriano

 
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Contatti: fra Adriano - Convento S. Salvatore, via S. Salvatore al Monte, Firenze - fra.adriano@tiscali.it 3334813806